Ogni volta che si parla di rinnovabili in Italia, l’eolico è tra i protagonisti. Ma mentre il vento soffra forte su gran parte del territorio, lo sfruttamento reale resta molto indietro rispetto al potenziale. In questa guida scoprirai lo stato attuale dell’eolico in Italia, le regioni che trainano il settore, gli ostacoli che frenano la crescita e le prospettive future per l’energia dal vento.

Potenza eolica installata (2025): 13,6 GW ·
Regione con più pale eoliche: Basilicata ·
Quota sul totale rinnovabile: circa 20% ·
Progetti eolici offshore in pipeline: 93 progetti per 74 GW ·
Nuovo installato annuo (2025 vs 2024): -8%

Panoramica rapida

1Fatti confermati
2Cosa resta incerto
  • Tempistiche esatte di realizzazione dei nuovi impianti offshore
  • Dettagli sugli stipendi medi degli operatori eolici (fonte Jooble non verificabile indipendentemente)
3Segnale temporale
  • 2020: circa 11 GW installati
  • 2024: 13 GW (+2 GW dal 2020)
  • 2025: 13,6 GW; progetti offshore in pipeline
4Cosa viene dopo
  • Possibile sblocco dei 93 progetti offshore
  • Revisione del PNIEC per aumentare l’obiettivo eolico
  • Incremento dell’autorizzazione semplificata per impianti onshore
Panoramica dei dati chiave sull’eolico in Italia
Indicatore Valore
Potenza installata (2025) 13.629 MW
Regione leader per potenza Puglia
Progetti offshore 93 per 74 GW
Nuovo installato 2025 vs 2024 -8%
Numero totale impianti eolici 6.173
Potenza media per impianto 2,1 MW

Energia eolica in Italia: a che punto siamo?

Produzione attuale e potenza installata

L’Italia ha raggiunto 13,6 GW di potenza eolica installata a fine 2025, secondo i dati raccolti da Qualenergia (testata di riferimento per l’energia). Si tratta di un incremento di circa 2,6 GW rispetto al 2020, ma il ritmo di crescita è rallentato: il nuovo installato annuo ha subito un calo dell’8% rispetto al 2024. Gli impianti eolici totali sono 6.173, con una potenza media di 2,1 MW.

Confronto con gli altri paesi europei

La media UE per l’incidenza dell’eolico sul consumo elettrico è di circa il 15%, mentre l’Italia si ferma intorno al 7-8%. Paesi come Danimarca, Germania e Spagna vantano percentuali ben superiori, grazie a politiche di incentivazione più stabili e iter autorizzativi più snelli. L’Italia, pur avendo un ottimo potenziale eolico, sconta un ritardo strutturale.

Trend di crescita e previsioni 2025

Il PNIEC (Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima) prevede un obiettivo di potenza eolica installata al 2030 di circa 19 GW, ma secondo le stime di Rinnovabili.it (testata online sulle energie rinnovabili), il ritmo attuale rischia di non centrare l’obiettivo. L’eolico offshore, ancora assente in Italia, potrebbe dare una spinta decisiva.

Il paradosso

L’Italia ha un potenziale eolico tra i più alti d’Europa (oltre 70 GW teoricamente sfruttabili), ma sfrutta solo il 18% di quella capacità. Il motivo? Norme complesse e opposizione locale.

Qual è la regione con più pale eoliche in Italia?

Classifica regionale per potenza installata

Se si guarda al numero di turbine, la Basilicata guida la classifica con 1.489 pale installate, seguita dalla Puglia con 1.438 pale, secondo l’analisi di AttualitaFocus.it (portale di approfondimento tecnologico). In termini di potenza installata, invece, la Puglia è la regione leader, con parchi eolici di grande taglia.

Puglia: il primato e i principali parchi eolici

La Puglia detiene il primato nazionale per potenza eolica installata, grazie a impianti come il parco di San Sostene e le numerose torri che punteggiano il Tavoliere delle Puglie. La regione ha saputo coniugare ventosità costante e politiche regionali favorevoli.

Sicilia e Campania: il contributo al mix energetico

Sicilia e Campania completano la top 3 regionale. La Sicilia, pur con un potenziale enorme, sconta ritardi autorizzativi e una penetrazione delle rinnovabili ferma al 32% secondo ASVIS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile). La Campania ha puntato su impianti di media taglia distribuiti nell’entroterra.

Una tabella per confrontare le tre regioni leader:

Regione Numero di pale eoliche Penetrazione rinnovabili (%)
Basilicata 1.489 47,7%
Puglia 1.438
Sicilia 32%

Fonte: AttualitaFocus.it per numero pale; DITE-AISRE e ASVIS per penetrazione rinnovabili.

Il pattern è chiaro: il Sud Italia detiene il primato eolico, ma le disparità regionali nella penetrazione delle rinnovabili restano profonde.

Il nodo

Le regioni del Sud, dove si concentra il 91% della potenza eolica, producono molta energia ma faticano a trasportarla verso il Nord, a causa di una rete elettrica insufficiente.

Perché in Italia è poco sfruttata l’energia eolica?

Ostacoli normativi e burocratici

L’iter autorizzativo per un nuovo impianto eolico può richiedere dai 3 ai 7 anni, a fronte di una media europea di 2-3 anni. Le sovrapposizioni tra Stato, Regioni e Comuni generano incertezza. DITE-AISRE (associazione di ingegneria energetica) segnala che la burocrazia è il principale freno alla crescita dell’eolico in Italia.

Opposizione locale e impatto paesaggistico

Le pale eoliche suscitano dibattiti accesi: c’è chi le considera un deturpamento del paesaggio e chi invece le vede come simbolo di transizione energetica. La sindrome “NIMBY” (Not In My Back Yard) rallenta molti progetti, soprattutto in aree di pregio naturalistico.

Limiti infrastrutturali della rete elettrica

Il Sud produce oltre il 90% dell’energia eolica italiana, ma la rete di trasporto verso il Centro-Nord è insufficiente. I cavi di connessione saturano spesso nei momenti di massima produzione, costringendo a spegnere le turbine. Terna (gestore della rete elettrica nazionale) sta investendo in potenziamenti, ma i tempi sono lunghi.

Il nodo cruciale: L’Italia sconta un gap normativo e infrastrutturale che, per gli operatori del settore, si traduce in progetti bloccati e investimenti a rischio.

Qual è il potenziale eolico in Italia?

Potenziale onshore e offshore

L’Atlante Eolico di RSE (Ricerca sul Sistema Energetico) stima un potenziale onshore tecnicamente sfruttabile di oltre 50 GW, contro gli attuali 13,6 GW. Ma è l’eolico offshore a offrire le prospettive più ampie: secondo Legambiente (associazione ambientalista), i 93 progetti in pipeline potrebbero portare fino a 74 GW, anche se la maggior parte è ancora in fase di autorizzazione.

Mappa dei progetti futuri

Le aree più promettenti per l’offshore sono il Mar Adriatico (davanti a Puglia, Molise, Abruzzo) e il Mar Tirreno (Sardegna, Sicilia). Alcuni progetti prevedono floating offshore, tecnologie che permettono di installare turbine in acque profonde.

Obiettivi del PNIEC

Il PNIEC 2024-2030 fissa un target di 19 GW di eolico al 2030, di cui almeno 2 GW offshore. Raggiungere questo obiettivo richiederebbe un ritmo di nuove installazioni doppio rispetto a quello attuale.

Un confronto tra le due principali filiere eoliche:

Tipo Potenza installata/pipeline Numero progetti Sfide principali
Onshore 13,6 GW 6.173 impianti Autorizzazioni complesse, opposizione locale, rete elettrica satura
Offshore 0 GW (74 GW in pipeline) 93 Costi elevati, iter ambientali, tecnologie floating ancora immature

L’implicazione è netta: senza uno sblocco deciso dei progetti offshore e una semplificazione per l’onshore, l’obiettivo PNIEC resta fuori portata.

Dove si trova il più grande impianto eolico in Italia?

Il parco eolico di Ulassai in Sardegna

Il più grande parco eolico italiano è situato a Ulassai, in Sardegna, con una potenza installata di circa 70 MW. Rinnovabili.it (testata specializzata) conferma che l’impianto, composto da decine di turbine, sfrutta i forti venti che soffiano sull’altopiano sardo.

Altri grandi impianti nel Sud Italia

In Puglia, il parco eolico di San Sostene (circa 60 MW) e in Basilicata l’impianto di Aliano (50 MW) sono tra i maggiori. La potenza media per impianto è in crescita, passata da 1,5 MW del 2010 a oltre 2,1 MW oggi.

Confronto con i più grandi parchi europei

Se paragonato ai colossi europei come il parco offshore Hornsea (3,6 GW nel Regno Unito) o l’onshore Markbygden (4 GW in Svezia), l’Italia appare in ritardo. Tuttavia, la conformazione geografica italiana, con catene montuose e aree protette, limita le installazioni di grande scala.

In sintesi: L’Italia possiede un potenziale eolico enorme (oltre 70 GW teorici), ma ne sfrutta meno di un quinto. Per gli operatori del settore, la priorità è sbloccare le autorizzazioni e potenziare la rete. Per i decisori politici, la posta in gioco è raggiungere gli obiettivi climatici senza sacrificare il territorio.

Fatti confermati e aree d’incertezza

Fatti confermati

  • 13,6 GW installati a fine 2025 (Qualenergia)
  • Basilicata ha 1.489 pale eoliche (AttualitaFocus.it)
  • Puglia è la regione con più potenza installata (Wikipedia)
  • 93 progetti offshore per 74 GW (Legambiente)
  • La Basilicata supera il 47% di penetrazione rinnovabili (DITE-AISRE)
  • La Sicilia è ferma al 32% di penetrazione (ASVIS)

Cosa resta incerto

  • Tempistiche esatte di realizzazione dei nuovi impianti offshore
  • Impatto reale delle nuove normative (Decreto Fer2) sull’accelerazione degli iter
  • Dettagli economici sui costi di produzione dell’eolico offshore italiano

Punti di vista autorevoli

“A fine 2025 l’Italia ha raggiunto 13,6 GW di potenza eolica installata, un dato in crescita ma ancora lontano dal potenziale sfruttabile.”

— Qualenergia, testata specializzata nel settore energetico

“Sono 93 i progetti eolici offshore in pipeline in Italia, per una potenza complessiva di circa 74 GW. Un segnale forte, ma servono azioni concrete per trasformare i progetti in impianti.”

— Legambiente, associazione ambientalista

Per l’Italia, la scelta è chiara: semplificare le procedure autorizzative e investire nella rete elettrica, oppure restare fanalino di coda in Europa nell’energia dal vento. I 93 progetti offshore e il potenziale onshore ancora inespresso rappresentano un’occasione che il paese non può più rimandare. Per gli operatori del settore, il momento di agire è adesso.

Domande frequenti

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi dell’energia eolica?

L’energia eolica è rinnovabile, non produce emissioni e ha costi di esercizio bassi. Tra gli svantaggi: l’impatto paesaggistico, il rumore delle pale, e l’intermittenza della produzione, che richiede sistemi di accumulo.

L’energia eolica conviene economicamente?

Dopo l’investimento iniziale, i costi di produzione sono molto competitivi (3-5 centesimi per kWh), rendendo l’eolico una delle fonti più economiche. Tuttavia, i tempi di ritorno dipendono dalla ventosità del sito.

Qual è la differenza tra eolico onshore e offshore?

L’eolico onshore è installato a terra, ha costi inferiori ma impatto visivo maggiore. L’offshore è in mare, con venti più costanti e maggior potenziale, ma richiede tecnologie più costose e iter autorizzativi complessi.

Quanto rumore producono le pale eoliche?

Le moderne turbine eoliche producono un rumore compreso tra 35 e 45 dB a 350 metri di distanza, paragonabile a quello di un frigorifero. Sotto i 500 metri, il disturbo può essere percepito in aree silenziose.

Le pale eoliche uccidono gli uccelli?

Studi scientifici indicano che le collisioni con le pale sono relativamente rare (meno di 1 uccello per MW all’anno), molto meno dei gatti domestici o delle finestre degli edifici. L’ecosistema marino può essere disturbato durante la costruzione degli impianti offshore.

Quali sono le regioni italiane con il maggior potenziale eolico?

Le regioni del Mezzogiorno (Basilicata, Puglia, Sicilia, Sardegna, Campania, Calabria) possiedono il 91% del potenziale eolico nazionale, grazie ai venti costanti e alle aree pianeggianti o collinari.

Come si produce energia dal vento?

Le pale eoliche trasformano l’energia cinetica del vento in energia meccanica, che viene convertita in elettricità da un generatore posto nella navicella. L’energia prodotta viene immessa nella rete elettrica attraverso un trasformatore.