
Bonus Casa Italia 2026: Detrazioni, Scadenze e Richiesta
Mentre molti bonus casa del passato sono scaduti, il 2026 riserva ancora detrazioni importanti, ma con regole diverse per prima e seconda casa. Ogni anno le regole cambiano e il 2026 porta novità significative, soprattutto per chi possiede una seconda casa.
Bonus ristrutturazione 50%: Detrazione massima 96.000 euro (spesa) ·
Bonus mobili 2026: Tetto di spesa 5.000 euro ·
Ecobonus 2026: Detrazione dal 50% al 65% ·
Scadenza generale: 31 dicembre 2026 per la maggior parte dei bonus
Panoramica rapida
- Bonus ristrutturazione 50% prorogato al 2026 (Cose di Casa, guida bonus edilizi)
- Bonus mobili 50% confermato con tetto 5.000 € (EdiliziAcrobatica, portale di edilizia)
- Proroga del bonus verde oltre il 2026
- Possibili modifiche ai limiti di reddito per l’accesso ad alcuni bonus
- Possibile reintroduzione del Superbonus in forme ridotte
- Dal 1° gennaio 2026 aliquota seconda casa ridotta dal 50% al 30% (Biblus ACCA, software tecnico edile)
- Scadenza ENEA: 90 giorni dalla fine lavori (Infobuild, testata edile)
- Presentazione nella dichiarazione dei redditi 2026 (modello 730/Redditi)
- Obbligo di visto di conformità per gli interventi più complessi
- Verifica la tipologia di intervento e l’immobile (prima o seconda casa).
- Affida i lavori a imprese abilitate e richiedi fatture regolari.
- Effettua i pagamenti tramite bonifico parlante.
- Conserva tutta la documentazione: fatture, ricevute, bonifici.
- Per interventi di risparmio energetico, invia la comunicazione ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori.
- Includi la detrazione nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi).
Cinque detrazioni, un unico schema: prima e seconda casa trattate in modo diverso a partire dal 2026.
| Indicatore | Valore |
|---|---|
| Aliquota prima casa | 50% |
| Aliquota seconda casa | 30% (dal 2026) |
| Spesa massima ristrutturazione | 96.000 € |
| Spesa massima mobili | 5.000 € |
| Ecobonus massimo | 65% |
Il dato chiave: chi ha una seconda casa perde 20 punti percentuali rispetto a chi ristruttura l’abitazione principale.
Quali sono i bonus casa per il 2025 e come posso richiederli?
L’elenco dei bonus attivi per il 2026 è piuttosto nutrito. Il protagonista resta il Bonus Ristrutturazioni, che prevede una detrazione IRPEF del 50% per l’abitazione principale con limite di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare (Cose di Casa, guida bonus edilizi). Accanto a questo trovano posto l’Ecobonus e il Bonus Mobili, ognuno con regole specifiche e un tetto massimo di spesa.
La disparità tra prima e seconda casa costa al contribuente fino a 8.000 euro di detrazione persi a parità di investimento.
Quali bonus sono prorogati per il 2026?
- Bonus Ristrutturazioni 50% – prorogato al 31 dicembre 2026, con detrazione in 10 quote annuali (Cose di Casa).
- Ecobonus – aliquote dal 50% al 65% in base all’intervento, attivo fino al 31 dicembre 2026 (EdiliziAcrobatica, portale di edilizia).
- Bonus Mobili 50% – tetto di spesa 5.000 euro, valido solo se si richiede anche il Bonus Ristrutturazioni (EdiliziAcrobatica).
- Bonus Verde 36% – tetto 5.000 euro, proroga al 2026 da verificare.
Come presentare la domanda all’Agenzia delle Entrate?
Non esiste una “domanda” vera e propria da presentare prima dei lavori. La richiesta avviene in fase di dichiarazione dei redditi, tramite il modello 730 o il modello Redditi. Per ottenere la detrazione, i pagamenti vanno effettuati con bonifico parlante (EdiliziAcrobatica). È obbligatorio conservare tutta la documentazione: fatture, ricevute, e la comunicazione all’ENEA per gli interventi che comportano risparmio energetico (Infobuild, testata edile).
La procedura è lineare, ma ogni errore nei pagamenti o nella documentazione può costare la detrazione.
Chi ha diritto al bonus casa nel 2026?
Non è solo il proprietario a poter beneficiare delle agevolazioni. Anche inquilini, comodatari e titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione) possono richiedere il bonus, purché sostengano direttamente le spese (Biblus ACCA, software tecnico edile).
Requisiti soggettivi
- Residenza o dimora: per la detrazione al 50% l’immobile deve essere adibito ad abitazione principale del contribuente (Biblus ACCA).
- Contribuenti Irpef: il bonus è riservato a soggetti che presentano la dichiarazione dei redditi in Italia.
- Titolo sull’immobile: deve sussistere al momento dell’inizio dei lavori o del sostenimento della spesa, se antecedente (Biblus ACCA).
Le implicazioni: un inquilino può ottenere il 50% se paga i lavori di ristrutturazione dell’appartamento in cui vive, ma non può cedere la detrazione al proprietario.
Quali sono i nuovi bonus per la prima casa nel 2026?
La novità più rilevante per la prima casa è la conferma del 50% per tutto il 2026, mentre la seconda casa scende al 36% (Biblus ACCA). Il vantaggio per chi abita nell’immobile che ristruttura è quindi evidente. Restano attive le agevolazioni per under 36, anche se i dettagli normativi per il 2026 sono ancora in fase di definizione.
Novità introdotte
- Detrazione 50% per ristrutturazioni prima casa – massimale 96.000 euro (Cose di Casa).
- Bonus mobili 50% – tetto 5.000 euro, richiede una ristrutturazione in corso (EdiliziAcrobatica).
- Ecobonus – aliquote fino al 65% per interventi di efficienza energetica (EdiliziAcrobatica).
Il giovane under 36 che acquista la prima casa con le agevolazioni “prima casa under 36” deve verificare se i bonus ristrutturazione si cumulano: la risposta è sì, ma solo se i requisiti reddituali restano invariati.
Il cumulo richiede attenzione ai requisiti reddituali.
Cosa rientra nel bonus casa 50%?
Non tutti i lavori in casa danno diritto alla detrazione al 50%. La normativa distingue tra interventi ammessi e interventi esclusi. Tra i primi rientrano la manutenzione straordinaria, il restauro, il risanamento conservativo e la ristrutturazione edilizia. Sono escluse le spese di manutenzione ordinaria, come la tinteggiatura delle pareti interne (Cose di Casa).
Tipologie di interventi ammessi
- Sostituzione di infissi e serramenti
- Rifacimento di bagni e cucine (impianti compresi)
- Realizzazione di impianti elettrici, idraulici e di riscaldamento
- Pavimentazione e rivestimenti
Il perimetro è ampio, ma c’è un punto da tenere a mente: gli interventi di manutenzione ordinaria sono detraibili solo se eseguiti insieme a lavori di ristrutturazione straordinaria (Biblus ACCA).
Cosa cambia nel bonus casa nel 2026?
Il 2026 è l’anno della svolta per la seconda casa. La detrazione scende dal 50% al 36% per le abitazioni non principali, con il massimale che resta a 96.000 euro (Biblus ACCA). In pratica, chi possiede una seconda casa e la ristruttura riceve 14 punti percentuali in meno rispetto a chi lo fa sulla prima.
Modifiche alle aliquote e ai massimali
- Prima casa: 50% invariato fino al 31 dicembre 2026 (Cose di Casa).
- Seconda casa: 36% (dal 2026) (Biblus ACCA).
- Ecobonus: aliquote dal 50% al 65% (EdiliziAcrobatica).
- Fine del Superbonus 110%: già scaduto, non più richiedibile.
| Elemento | Dato |
|---|---|
| Entrata in vigore aliquota ridotta seconda casa | 1° gennaio 2026 |
| Scadenza generale bonus edilizi | 31 dicembre 2026 |
| Scadenza ENEA per comunicazione | 90 giorni dal termine dei lavori |
| Obbligo visto di conformità | Sì, per interventi complessi |
La conseguenza pratica: chi ha una seconda casa ha tempo fino al 31 dicembre 2025 per ottenere il 50% sui lavori. Dal 1° gennaio 2026 il vantaggio si riduce di quasi un terzo.
Timeline dei bonus casa
Tre date segnano il calendario delle agevolazioni edilizie italiane.
- – Entrata in vigore delle agevolazioni 2025 (conferma bonus esistenti) (Cose di Casa).
- – Riduzione aliquota per seconda casa dal 50% al 36% (Biblus ACCA).
- – Scadenza prevista per la maggior parte dei bonus edilizi (Cose di Casa).
Queste date scandiscono le opportunità per il contribuente. Per rimanere sempre aggiornato su queste scadenze e per trovare notizie affidabili e aggiornate, consulta Notizie affidabili e aggiornate.
Cosa è confermato e cosa resta da chiarire
La mappa dei bonus casa 2026 è chiara su alcuni punti, meno su altri. Ecco cosa si sa con certezza e cosa invece è ancora oggetto di discussione.
Fatti confermati
- Bonus ristrutturazione 50% prorogato al 2026 (Cose di Casa).
- Ecobonus 2026 attivo con aliquote 50%-65% (EdiliziAcrobatica).
- Obbligo di bonifico parlante per tutti i pagamenti (EdiliziAcrobatica).
Cosa resta incerto
- Proroga del bonus verde oltre il 2026
- Possibile reintroduzione del Superbonus in forme ridotte
- Modifiche ai limiti di reddito per l’accesso ad alcuni bonus
- Bonus mobili 50% – tetto 5.000 euro, la conferma per il 2026 è ancora da consolidare
Il quadro normativo è in evoluzione; consigliabile aggiornarsi periodicamente.
Prospettive di esperti
“Il contribuente può ottenere la detrazione al 50% per l’abitazione principale e al 36% per la seconda casa, con un massimale di 96.000 euro – a patto che i pagamenti siano tracciabili e la documentazione completa.”
— Cose di Casa, guida bonus edilizi
“Per accedere al bonus ristrutturazioni, la titolarità del diritto sull’immobile deve sussistere al momento dell’inizio dei lavori o del sostenimento della spesa, se antecedente.”
— Biblus ACCA, software tecnico edile
“La trasmissione della scheda descrittiva dell’intervento al portale ENEA è richiesta entro 90 giorni dal termine dei lavori per gli interventi che comportano risparmio energetico.”
— EdiliziAcrobatica, portale di edilizia
Tre fonti concordano su un punto: il sistema premia chi ha la prima casa e penalizza chi possiede immobili secondari. Per chi ristruttura una seconda casa nel 2026, la differenza è netta: 36% invece del 50%.
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Domande frequenti
Posso cumulare più bonus casa sullo stesso immobile?
Sì, è possibile cumulare il Bonus Ristrutturazioni con l’Ecobonus e il Bonus Mobili, a patto che ogni intervento rispetti i propri requisiti specifici (Biblus ACCA).
Come si calcola la detrazione nella dichiarazione dei redditi?
La detrazione si calcola sull’importo totale delle spese sostenute, moltiplicato per l’aliquota (50% o 36%), e si ripartisce in 10 quote annuali di pari importo (Cose di Casa).
Cosa succede se vendo la casa prima di aver concluso la detrazione?
Se vendi l’immobile, il diritto alla detrazione non si trasferisce automaticamente all’acquirente, salvo diversa disposizione contrattuale (Biblus ACCA).
I bonus casa sono validi per le case in affitto?
Sì, gli inquilini possono richiedere la detrazione se sostengono direttamente le spese e l’immobile è la loro abitazione principale (Biblus ACCA).
Quali documenti devo conservare per richiedere il bonus?
Fatture dei lavori, ricevute dei bonifici parlanti, la comunicazione all’ENEA per gli interventi energetici (EdiliziAcrobatica).
Il bonus ristrutturazione è cumulabile con l’Ecobonus?
Sì, i due bonus possono essere cumulati sullo stesso immobile, a patto che gli interventi siano distinti e rispettino i criteri di ciascuna agevolazione (Cose di Casa).
Ci sono novità per i giovani under 36 nel 2026?
Le agevolazioni per under 36 restano valide, ma i dettagli normativi per il 2026 sono ancora in fase di aggiornamento. Si consiglia di verificare con un consulente fiscale (EdiliziAcrobatica).
Per il proprietario di una prima casa in Italia, la scelta è chiara: avviare i lavori entro il 2026 per sfruttare il 50% e i 96.000 euro di massimale. Per chi ha una seconda casa, la finestra per il 50% si chiude il 31 dicembre 2025: dopo quella data, la detrazione scende al 36%.