
Occupazione Italia: tasso 62,5% e 24 mln occupati 2026
L’Italia ha superato la soglia dei 24 milioni di occupati nel 2025, un risultato che pochi anni fa sembrava lontano. Eppure il paese resta l’ultimo in Unione Europea per tasso di occupazione, con divari di genere e territoriali che continuano a frenare la crescita. Un dato, quello di 24,15 milioni di occupati a febbraio 2026 (fonte: Trading Economics), che racconta una storia più complessa di quanto semplici numeri positivi suggeriscano.
Tasso occupazione 2025 (15-64 anni): 62,5% (Eurostat) · Variazione dal 2019: +3,5 punti · Occupati feb. 2026: 24,15 milioni · Disoccupazione feb. 2026: 5,3%
Panoramica rapida
- Tasso 62,4% a febbraio 2026 (ISTAT)
- 24,15 milioni di occupati (Trading Economics)
- Ultimo posto in UE per occupazione 20-64 anni (SbircialaNotizia)
- Proiezioni precise per fine 2026
- Cause esatte della crescita sostenuta
- Dati disaggregati per singole regioni
- 2025: superata soglia 24 mln occupati
- Gen 2026: +80 mila occupati, tasso 62,6%
- Feb 2026: calo a 62,4%, -29 mila unità
- Permanenti in crescita (+52 mila su anno)
- A termine in calo (-226 mila su anno)
- Gap donne-uomini destinato a persistere
La tabella seguente raccoglie i principali indicatori del mercato del lavoro italiano a febbraio 2026.
| Indicatore | Valore | Fonte |
|---|---|---|
| Tasso occupazione 15-64 anni | 62,4% | ISTAT |
| Occupati totali | 24,15 milioni | ISTAT |
| Tasso disoccupazione | 5,3% | ISTAT |
| Tasso inattività | 33,9% | ISTAT |
| Disoccupazione giovanile (15-24) | 17,6% | ISTAT |
| Tasso occupazione 20-64 anni (2025) | 67,6% | SbircialaNotizia |
| Occupazione femminile (2025) | 58,0% | SbircialaNotizia |
| Gap genere donne-uomini | 19,1 punti | SbircialaNotizia |
Come va l’occupazione in Italia?
A febbraio 2026 il tasso di occupazione in Italia si è attestato al 62,4%, in leggero calo rispetto al 62,6% di gennaio. I dati ISTAT ufficiali mostrano 24,15 milioni di occupati, con una flessione di 29 mila unità rispetto al mese precedente (ISTAT Comunicato). Su base annua l’occupazione continua a crescere: +13 mila occupati rispetto a febbraio 2025.
Dati Eurostat recenti
Nel 2025 il tasso di occupazione italiano (15-64 anni) ha raggiunto il 62,5% in media annua, con una crescita di 3,5 punti percentuali rispetto al 2019 (SbircialaNotizia). Per la fascia 20-64 anni, invece, il dato 2025 è del 67,6%, ancora distante dall’obiettivo europeo del 78%. Nel 2025 sono stati superati i 24 milioni di occupati medi annui, pari a 24 milioni 117 mila unità, un risultato storico che segna il recupero completo post-pandemia (Il Diario del Lavoro).
Superare i 24 milioni di occupati significa aver recuperato e superato i livelli pre-Covid. Per il mercato del lavoro italiano, è la prima volta nella storia recente che si mantiene una soglia così alta per un intero anno.
Confronto con l’Unione Europea
L’Italia resta ultima nell’Unione Europea per tasso di occupazione 20-64 anni, ferma al 67,6% contro una media UE del 76,1% (SbircialaNotizia). Il divario è di 8,5 punti percentuali. Solo la Romania condivide con l’Italia il primato negativo di essere sotto il 70%. La distanza dall’obiettivo UE del 78% per il 2030 è di oltre 10 punti percentuali.
A livello di Unione Europea, il IV trimestre 2024 collocava l’Italia 8,7 punti sotto la media europea (Sky TG24). Il Paese si attesta al 23esimo posto su 27 stati membri, con un ritardo strutturale che nessun governo recente è riuscito a colmare.
Qual è l’attuale tasso di disoccupazione in Italia?
A gennaio 2026 il tasso di disoccupazione in Italia ha toccato il 5,1%, il livello più basso da anni, per poi risalire al 5,3% a febbraio (ISTAT Gennaio 2026). Un paradosso italiano: la disoccupazione scende, ma l’inattività resta la più alta d’Europa al 33,9% a febbraio 2026, contro una media UE del 25% (Ministero Lavoro PDF).
Dati Istat provvisori
I dati provvisori ISTAT di febbraio 2026 mostrano 24,149 milioni di occupati, con una crescita di +13 mila unità su base annua. La disoccupazione giovanile si attesta al 17,6%, in calo di un punto percentuale rispetto all’anno precedente (ISTAT Comunicato Febbraio). Il tasso di occupazione 15-24enni rimane però tra i più bassi d’Europa, al 17,1%, con un’inattività che sfiora il 79,3% per questa fascia.
Trend mensili
Gennaio 2026 aveva segnato un punto di svolta: +80 mila occupati e tasso al 62,6%, con crescita concentrata su donne e over 50 (Generazione Vincente). Febbraio ha parzialmente riassorbito questo slancio, con il calo di 29 mila occupati che riflette principalmente la fine di contratti a termine. A novembre 2025 la disoccupazione era scesa al 5,7%, il minimo storico dal 2012, attestandosi sotto la media europea (Giornale delle PMI).
Perché in Italia cresce l’occupazione?
La crescita occupazionale italiana (+3,5 punti dal 2019) avviene nonostante una crescita economica strutturalmente bassa, un fenomeno che gli economisti definiscono “crescita senza occupazione” invertita: più occupazione senza crescita. Le ragioni sono molteplici e non ancora del tutto chiare (SbircialaNotizia).
Fattori congiunturali
IlPnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) ha stimolato l’occupazione in settori come l’edilizia e i servizi professionali. A questo si aggiungono incentivi per contratti permanenti e la crescita del lavoro autonomo. Nel 2025 la soglia dei 24 milioni di occupati è stata raggiunta anche grazie a una ripresa del turismo e dei servizi alla persona.
Trasformazioni strutturali
Cambiamenti demografici strutturali guidano la crescita: l’invecchiamento della popolazione spinge gli over 50 a rimanere attivi più a lungo. A febbraio 2026 gli autonomi sono cresciuti di +187 mila unità su base annua, mentre i dipendenti permanenti aumentano di +52 mila (ISTAT). Il calo dei contratti a termine (-226 mila su anno) suggerisce una trasformazione qualitativa del mercato, con più stabilità ma anche più precarietà per chi cerca un primo impiego.
Qual è la città con più disoccupati in Italia?
Non esiste una classifica ufficiale ISTAT per singole città, ma le indagini territoriali collocano Messina tra le grandi città con i tassi di disoccupazione più elevati d’Italia. Il divario territoriale rimane il problema strutturale più grave del mercato del lavoro italiano.
Classifica città
Le città del Mezzogiorno — Messina, Napoli, Crotone, Caltanissetta — guidano le classifiche negative per disoccupazione. Al contrario, città del Nord come Bolzano, Trento e Bologna registrano tassi di occupazione tra i più alti d’Europa.
Disparità regionali
Il Mezzogiorno nel 2025 ha registrato un tasso di occupazione inferiore al 50%, trascinando il dato nazionale verso il basso (SbircialaNotizia). Il divario tra Nord e Sud è di circa 20 punti percentuali. L’Italia è 23esima su 27 stati UE per occupazione, a 10 punti dalla media europea — un ritardo che nessun altro governo recente è riuscito a colmare (Ministero Lavoro).
Qual è il tasso di occupazione in Italia per regione?
Il tasso di occupazione italiano per la fascia 20-64 anni nel 2025 è del 67,6%, ma nasconde differenze regionali profonde. Le regioni settentrionali — in particolare il Nord-Est — superano il 75%, mentre il Mezzogiorno fatica a raggiungere il 50% (SbircialaNotizia).
Nord vs Sud
Il divario Nord-Sud non è solo economico: è culturale, infrastrutturale e di politiche pubbliche. Le regioni settentrionali beneficiano di un tessuto imprenditoriale più denso, infrastrutture migliori e una cultura del lavoro più diffusa. Il Sud soffre di un gap di servizi, trasporti inadeguati e un tessuto imprenditoriale fragile che limita la domanda di lavoro.
L’Italia è uno dei pochi paesi europei dove la disoccupazione del Nord è aumentata negli ultimi anni, proprio mentre il Sud arranca. Il risultato: il problema non è più solo meridionale, ma nazionale.
Disoccupazione giovanile
La disoccupazione giovanile italiana (15-24 anni) a febbraio 2026 è al 17,6%, in miglioramento ma ancora tra le più alte d’Europa. Il tasso di occupazione per questa fascia è solo del 17,1%, con un’inattività che raggiunge il 79,3% (ISTAT). Molti giovani non studiano, non lavorano e non cercano lavoro — sono i cosiddetti Neet.
La tabella seguente presenta il confronto tra i tassi di occupazione dei principali paesi europei per la fascia 20-64 anni nel 2025.
| Paese | Tasso occupazione | Fonte |
|---|---|---|
| Svezia | 82,3% | SbircialaNotizia |
| Paesi Bassi | 81,8% | SbircialaNotizia |
| Germania | 79,2% | SbircialaNotizia |
| Media UE | 76,1% | SbircialaNotizia |
| Francia | 72,4% | SbircialaNotizia |
| Spagna | 71,3% | SbircialaNotizia |
| Grecia | 68,9% | SbircialaNotizia |
| Romania | 69,8% | SbircialaNotizia |
| Italia | 67,6% | SbircialaNotizia |
Cosa è confermato
- Tasso 62,4% a febbraio 2026 (ISTAT)
- Italia ultima in UE per occupazione 20-64 anni
- Gap donne-uomini di 19,1 punti percentuali
- Sud sotto il 50% di occupazione
- 24,15 milioni di occupati a febbraio 2026
- Inattività al 33,9%, la più alta d’Europa
- Recupero post-pandemia completato
- Crescita dipendenti permanenti (+52 mila)
Cosa resta incerto
- Proiezioni precise per fine 2026
- Cause esatte della crescita sostenuta
- Effetti del calo dei contratti a termine
- Dati dettagliati per singole regioni
Cosa dicono le fonti ufficiali
Finché lavoro femminile e Mezzogiorno non cambieranno ritmo, il Paese potrà segnare nuovi massimi interni senza uscire dal fondo della classifica europea.
— SbircialaNotizia (Analisi editoriale)
L’Italia presenta tassi di inattività strutturalmente superiori alla media europea, con un divario di genere più elevato.
— Il Diario del Lavoro (citando ISTAT)
Letture correlate: Disoccupazione Giovanile Italia – Tasso 19,4% e Analisi 2024 · Lavoro Italia – Mercato 2025 Dati ISTAT e Opportunità
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Domande frequenti
Qual è il tasso di disoccupazione in Italia dal 1960?
Il tasso di disoccupazione italiano ha oscillato significativamente dal 1960: sotto il 3% negli anni ’60, in crescita negli anni ’70-80, picchi oltre il 10% negli anni ’90, massimo storico all’11,1% nel 2013 durante la crisi finanziaria, poi discesa fino all’attuale 5,3%.
Come funziona la disoccupazione in Italia?
In Italia la disoccupazione è coperta principalmente dalla NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego), un sussidio che dura da 24 mesi e copre circa il 75% della retribuzione precedente. La cassa integrazione, invece, è uno strumento per crisi aziendali temporanee che mantiene il posto di lavoro.
Quali sono i requisiti per la disoccupazione in Italia?
Per la NASPI servono almeno 13 settimane di contribuzione negli ultimi 4 anni, essere disoccupati involontariamente, essere in grado di lavorare e essere disposti a cercare attivamente occupazione. La domanda va presentata all’INPS entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto.
Qual è la disoccupazione tra i giovani in Italia?
La disoccupazione giovanile italiana (15-24 anni) è al 17,6% a febbraio 2026. Tuttavia, il tasso di occupazione per questa fascia è solo del 17,1%, con un’inattività che raggiunge il 79,3%. Significa che quasi 8 giovani su 10 non studiano, non lavorano e non cercano lavoro.
Qual è il tasso di disoccupazione in Italia ultimi 10 anni?
Dal 2015 la disoccupazione italiana è scesa progressivamente: dall’11,7% del 2015 al 9,7% del 2017, al 9,0% nel 2019, al 6,7% nel 2022, fino all’attuale 5,3% di gennaio 2026. È il livello più basso dal 2012.
Perché è difficile trovare lavoro in Italia?
Le difficoltà principali sono il mismatch tra competenze richieste e disponibili, la rigidità del mercato del lavoro, il basso tasso di occupazione femminile (58% vs media UE 66%), e le disparità territoriali tra Nord e Sud che concentrano la domanda di lavoro in alcune aree geografiche.
Qual è il paese europeo con più disoccupati?
Per tasso di disoccupazione, la Grecia registra tradizionalmente i livelli più alti (attorno al 10%). Per numero assoluto, la Germania ha più disoccupati per via della popolazione maggiore. L’Italia ha una disoccupazione relativamente bassa (5,3%) ma un’altissima inattività (33,9%).
Perché l’economia italiana crollerà dopo il 2026?
Non ci sono evidenze di un crollo previsto. Le previsioni economiche per il 2026 indicano una crescita modesta (intorno all’0,5-1%). I rischi principali sono legati alla fine degli incentivi del Pnrr e alla competitività industriale, non a un collasso strutturale.
Per chi cerca lavoro in Italia, la realtà è chiara: i numeri nazionali nascondono divari profondi. Donna, giovane e meridionale significa affrontare probabilità di occupazione significativamente più basse. Per chi già lavora, il calo dei contratti a termine ricorda che la stabilità aumenta, ma le porte d’ingresso per nuovi assunti si chiudono. Per il policy maker, la scelta è tra continuare a celebrare record nominali o affrontare le disuguaglianze strutturali che tengono l’Italia in fondo alla classifica europea.