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Medici di base in Italia: numeri, stipendi e carenza

Stefano Marco Moretti Esposito • 2026-04-26 • Revisionato da Luca Bianchi

Trovare un medico di base in Italia sta diventando sempre più difficile, soprattutto al Centro-Nord dove la carenza di camici bianchi ha raggiunto livelli critici. La Fondazione Gimbe stima che manchino oltre 5.700 medici di medicina generale, con pensionamenti che tra il 2025 e il 2028 supereranno gli 8.000. L’articolo esplora le ragioni di questa crisi e le proposte di riforma del Ministro Schillaci.

Medici di base in servizio (2024): 36.812 · Carenza stimata al 2025: 5.716 unità · Pensionamenti attesi entro il 2028: 8.180 · Assistiti per medico (media): 1.383 · Borse di studio MMG nel 2025: 2.228

Panoramica rapida

1Fatti confermati
  • Carenza di 5.716 medici al 1° gennaio 2025 (Sky TG24)
  • Rapporto assistiti medio: 1.383 per medico (Sky TG24)
  • 18 Regioni interessate dalla carenza (Sky TG24)
2Cosa resta incerto
  • Impatto concreto delle riforme annunciate
  • Numeri esatti degli stipendi attuali
  • Efficacia del PNRR sul reclutamento
3Segnale temporale
  • 42.009 MMG nel 2019 → 36.812 nel 2024 (−14,1%) (Sky TG24)
  • 8.180 pensionamenti previsti entro il 2028 (Sky TG24)
  • Borse di studio scese da 2.600 a 2.228 nel 2025 (Sky TG24)
4Cosa viene dopo

Il calo dei medici di medicina generale è un fenomeno nazionale che colpisce in modo disomogeneo il territorio: 18 Regioni soffrono di carenza, con la Lombardia che registra il deficit più grave (−1.525 unità) e un rapporto di 1.533 assistiti per medico, ben oltre la media nazionale di 1.383.

Dato Valore Fonte
Medici di famiglia in servizio (2024) 36.812 Sky TG24
Carenza stimata (2025) 5.716 unità Fondazione Gimbe
Rapporto medio assistiti/medico 1.383 Sky TG24
Pensionamenti attesi (2028) 8.180 Sky TG24
Borse di studio MMG (2025) 2.228 Sky TG24
Carenza in Lombardia 1.525 unità Fondazione Gimbe

Quanti sono i medici di famiglia in Italia?

Al 31 dicembre 2024, in Italia erano attivi 36.812 medici di medicina generale, in calo del 14,1% rispetto ai 42.009 del 2019 (Sky TG24). La Fondazione Gimbe ha documentato una carenza strutturale che al 1° gennaio 2025 ammontava a 5.716 unità, con 18 Regioni su 20 interessate dal fenomeno. La Lombardia presenta il deficit più grave con 1.525 medici mancanti, seguita dal Veneto con 785. Solo Basilicata, Molise e Sicilia non registrano carenze. Il rapporto ottimale stabilito dall’Accordo Collettivo Nazionale prevede 1 medico ogni 1.200 assistiti, ma la media nazionale è ferma a 1.383 e in alcune zone supera i 1.500 pazienti per professionista.

“La carenza dei medici di medicina generale è un problema ormai diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata.”

— Nino Cartabellotta, Presidente Fondazione Gimbe (Sky TG24)

Il divario

Il gap tra pensionamenti previsti e nuove borse di studio supera le 2.700 unità: una forbice che nessuna misura tampone riesce a colmare nel breve periodo.

Qual è lo stipendio di un medico di base in Italia?

Gli stipendi dei medici di base italiani non sono in linea con quelli dei colleghi europei, come ha ammesso lo stesso Ministro della Salute Orazio Schillaci (Quotidiano Sanità). La retribuzione dei MMG convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale dipende dal numero di assistiti, dalle ore di attività e dagli accordi regionali, ma mancano dati ufficiali aggregati che permettano un confronto preciso. Il nuovo Accordo Collettivo Nazionale prevede un tetto massimo di 1.500 assistiti per medico, con deroghe fino a 1.800 o 2.000 nelle Province di Bolzano, ma le variazioni regionali rendono difficile quantificare uno stipendio medio nazionale. Il Ministro ha promesso un impegno diretto per allineare le retribuzioni agli standard europei, senza però fornire cifre concrete.

“Gli stipendi dei nostri camici bianchi non sono in linea con quelli europei e mi impegno personalmente a trovare una soluzione.”

— Orazio Schillaci, Ministro della Salute (Quotidiano Sanità)

Perché non ci sono più medici di base?

Le cause della carenza sono strutturali e si accumulano da oltre un decennio. Tra il 2014 e il 2017, le borse di studio per la formazione in medicina generale erano appena 1.000 l’anno, un numero del tutto insufficiente a garantire il ricambio generazionale (Fondazione Gimbe). Successivamente sono aumentate fino a 2.600 nel 2023-2024, ma nel 2025 sono scese a 2.228 con un calo del 15%. A questo si aggiunge che il 15% delle borse non viene assegnato e il 20% degli iscritti abbandona il percorso formativo. La Fondazione Gimbe attribuisce la crisi a una “programmazione inadeguata” che non ha saputo anticipare i pensionamenti di massa. Entro il 2028, secondo la Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale (Fimmg), andranno in pensione 8.180 medici di famiglia.

La riforma proposta dal Ministro Schillaci prevede il passaggio dalla convenzione alla dipendenza volontaria per i MMG che operano nelle Case di Comunità, nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Quotidiano Sanità). L’obiettivo è rendere la professione più attrattiva per i giovani laureati, offrendo maggiori garanzie e un percorso formativo diverso. Tuttavia, i sindacati della categoria hanno espresso forti critiche, temendo che il cambiamento del rapporto di lavoro comprometta l’autonomia professionale.

La misura tampone

Per arginare l’emergenza, l’età pensionabile è stata innalzata a 72 anni, ma la Fondazione Gimbe giudica questa misura “insufficiente” a colmare il deficit strutturale (Fondazione Gimbe).

La tendenza demografica aggrava il problema: la popolazione over 80 è triplicata in 40 anni, aumentando i bisogni assistenziali proprio mentre il numero di medici diminuisce. Per i pazienti cronici, trovare un medico disponibile diventa ogni anno più difficile.

Quanto guadagna un medico di base con 1.000 pazienti?

La retribuzione di un medico di base è legata al numero di assistiti, ma calcolare l’esatto guadagno con 1.000 pazienti richiede diverse variabili: la quota pro capite dell’Accordo Collettivo Nazionale, gli incentivi regionali, le ore di attività ambulatoriale e i servizi aggiuntivi. In assenza di dati ufficiali aggregati, le stime variano significativamente. L’Accordo Collettivo Nazionale prevede che un medico possa avere al massimo 1.500 assistiti, con compensi che aumentano proporzionalmente, ma le differenze tra Nord e Sud Italia sono marcate. Un medico con 1.500 pazienti in Lombardia percepisce un reddito diverso rispetto a un collega con lo stesso numero di assistiti in Calabria, a causa delle diverse convenzioni regionali e dei costi di gestione.

Cos’è un medico di base convenzionato con ASL?

Il medico di medicina generale, comunemente chiamato “medico di base” o “medico di famiglia”, è un professionista laureato in medicina e chirurgia che ha completato un corso di formazione specifica in medicina generale presso una Scuola di Specializzazione in Medicina Generale riconosciuta a livello regionale. I MMG non sono dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale, ma operano in convenzione con le ASL di riferimento. Questo significa che percepiscono un compenso forfettario per ogni assistito iscritto, oltre a eventuali incentivi per attività aggiuntive. La convenzione regola i rapporti tra i medici e il SSN, definendo gli obblighi organizzativi, gli orari di ambulatorio e i massimali di assistiti. A differenza dei medici ospedalieri, il MMG non lavora tipicamente in strutture ospedaliere, ma garantisce l’assistenza primaria sul territorio, gestendo visite ambulatoriali, prescrizioni, follow-up di patologie croniche e invii specialistici.

La timeline della crisi

I numeri raccontano un declino costante. Nel 2019 operavano 42.009 MMG in Italia. Le borse di studio per la formazione erano appena 1.000 l’anno tra il 2014 e il 2017. Nel 2024 i medici attivi erano scesi a 36.812, con una diminuzione del 14,1%. Le borse di studio erano nel frattempo aumentate a 2.600, ma al 1° gennaio 2025 la carenza stimata ammontava a 5.716 unità. Per il 2025 sono state previste 2.228 borse, in calo. Entro il 2028, infine, andranno in pensione 8.180 medici, aggravando ulteriormente una situazione già critica.

  • 2019: 42.009 MMG in servizio (Sky TG24)
  • 2024: 36.812 MMG (−14,1%) (Sky TG24)
  • 1° gennaio 2025: carenza di 5.716 unità, rapporto medio 1.383 assistiti per medico (Sky TG24)
  • 2025: 2.228 borse di studio per MMG (Sky TG24)
  • Entro 2028: 8.180 pensionamenti previsti (Sky TG24)

Il ritmo di perdita — oltre 1.000 medici l’anno dal 2019 — supera largamente la capacità del sistema formativo di compensare con nuovi ingressi.

Cosa è certo e cosa no

La carenza di medici di base è un fenomeno documentato e verificato da più fonti indipendenti. La Fondazione Gimbe e Sky TG24 convergono sui numeri: 5.716 unità mancanti al 2025, 18 Regioni colpite, 8.180 pensionamenti in arrivo entro il 2028. Il calo del 14,1% tra il 2019 e il 2024 è un dato consolidato. Rimangono invece incerti l’impatto effettivo delle riforme annunciate dal Ministro Schillaci, le cifre esatte degli stipendi medi nazionali e l’efficacia del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza nel favorire nuove assunzioni. Le misure tampone, come l’innalzamento dell’età pensionabile a 72 anni, sono state giudicate insufficienti anche dalla stessa Fondazione Gimbe.

  • Confermato: carenza di 5.716 medici al 2025, 18 Regioni colpite, calo del 14,1% dal 2019 (Sky TG24), (Fondazione Gimbe)
  • Confermato: 8.180 pensionamenti attesi entro il 2028 (Sky TG24)
  • Confermato: Borse di studio insufficiente: 1.000/anno tra 2014-2017, 2.600 nel 2023-2024 (Fondazione Gimbe)
  • Incerto: cifre precise sugli stipendi medi nazionali
  • Incerto: risultati concreti della riforma Schillaci
  • Incerto: efficacia del PNRR sul reclutamento MMG

In sintesi

La medicina generale italiana affronta una crisi strutturale con numeri chiari e cause note: 5.716 medici mancanti, 8.180 pensionamenti in arrivo, borse di studio insufficienti. Per i pazienti italiani, la scelta è sempre più limitata: trovare un nuovo medico di base nelle aree più penalizzate significa spesso dover accettare un professionista con oltre 1.500 assistiti o rivolgersi alla guardia medica. Per chi cerca un medico oggi, la situazione più critica si registra in Lombardia, Veneto e nelle grandi città del Centro-Nord.

Fonti aggiuntive

quotidianosanita.it

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Domande frequenti

Chi è il medico di assistenza primaria?

Il medico di assistenza primaria, o medico di medicina generale, è un laureato in medicina e chirurgia con formazione specifica in medicina generale. È il primo punto di contatto del cittadino con il sistema sanitario e gestisce l’assistenza primaria sul territorio.

Il medico di base può lavorare in ospedale?

Tipicamente no. Il MMG opera in convenzione con le ASL sul territorio, non in strutture ospedaliere. Può però collaborare con gli ospedali per specifici programmi di continuità assistenziale.

Qual è la normativa per i medici di base?

I rapporti tra MMG e SSN sono regolati dall’Accordo Collettivo Nazionale (ACN), che definisce massimali di assistiti, obblighi organizzativi e criteri di remunerazione.

Il medico di base può fare libera professione?

Sì, molti MMG affiancano l’attività convenzionata con il SSN a una libera professione privata, ma devono rispettare le regole dell’ACN e le incompatibilità previste.

Cosa significa medico convenzionato?

Significa che il medico non è un dipendente del SSN, ma opera in base a un accordo contrattuale (convenzione) che regola le sue prestazioni e la sua retribuzione.

Quanti medici di assistenza primaria servono in Italia?

Secondo l’ACN e le stime Gimbe, servirebbero circa 1 medico ogni 1.200 assistiti. Con la popolazione attuale, questo richiederebbe circa 40.000 MMG, contro i 36.812 attuali.

Perché i bandi per medici di base sono deserti?

Le cause sono multiple: stipendi non competitivi rispetto all’Europa, condizioni di lavoro difficili, sovraccarico di pazienti, e un percorso formativo poco attraente per i giovani laureati.

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