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Energia Rinnovabile Italia: Percentuali e Fonti 2024-2026

Stefano Marco Moretti Esposito • 2026-04-21 • Revisionato da Marco Conti

Nel 2024 l’Italia ha raggiunto il 41,2% di copertura del fabbisogno elettrico con fonti rinnovabili — un record storico. Dietro questo risultato ci sono due storie opposte: il fotovoltaico corre, l’eolico frena, e il target 2030 resta ancora lontano. Ma gli ultimi dati lasciano intendere che il 2025 potrebbe riservare sorprese positive.

Percentuale 2024: 41% · Nuova capacità 2025: oltre 7 GW · Fotovoltaico 2025: 6,4 GW · Produzione rinnovabile: più di un terzo · Fonte principale: idroelettrico

Panoramica rapida

1Fatti confermati
  • 41,2% di rinnovabili sul fabbisogno elettrico nel 2024 (fonte: Keynesia)
  • 128.000 GWh prodotti da fonti rinnovabili (fonte: Rinnovabili.it)
  • 76,6 GW di capacità installata totale (fonte: Gritti Energia)
2Cosa resta incerto
  • Proiezioni esatte per il 2026
  • Tasso di crescita effettivo dell’eolico
  • Tempi concreti per il raggiungimento del target 65%
3Segnale temporale
  • 2014-2024: decennio di crescita rallentata, 15-16 TWh annui potenzialmente persi
  • 2025: boom di nuove installazioni con oltre 7 GW aggiunti
4Cosa viene dopo
  • Sfida: centrare il target UE del 65% entro il 2030
  • Fotovoltaico trainante, eolico in ripresa
  • Rischio concrezioni autorizzative e burocrazia

La tabella sottostante raccoglie i principali indicatori del settore rinnovabili italiano nel 2024.

Indicatore Valore 2024 Fonte
Copertura fabbisogno elettrico 41,2% Keynesia
Produzione totale rinnovabili 128.000 GWh Rinnovabili.it
Capacità installata totale 76,6 GW Gritti Energia
Potenza fotovoltaico 37,1 GW Keynesia (dati Terna)
Potenza eolica 13 GW Keynesia (dati Terna)
Produzione idroelettrica 52 TWh Rinnovabili.it
Quota fossili sulla domanda 42,5% Rinnovabili.it

Qual è la percentuale di energia rinnovabile in Italia?

Nel 2024 le fonti rinnovabili hanno coperto il 41,2% del fabbisogno elettrico nazionale italiano — il dato più alto mai registrato nella storia del Paese (fonte: Keynesia). Il consumo totale di energia elettrica è stato di 312.000 GWh, di cui 128.000 GWh prodotti da fonti rinnovabili (fonte: Rinnovabili.it). Un risultato che colloca l’Italia tra i leader europei, anche se il margine verso il target del 65% fissato dall’Unione Europea per il 2030 resta ancora significativo.

Dati 2024

La potenza installata degli impianti a fonti rinnovabili è aumentata di 7,5 GW nel solo 2024, portando la capacità totale a 76,6 GW al 31 dicembre (fonte: Gritti Energia). Il fotovoltaico ha raggiunto 37,1 GW e l’eolico 13 GW (fonte: Keynesia, dati Terna). Nel 2024 sono stati aggiunti alla rete italiana 6.795 MW fotovoltaici (fonte: Rinnovabili.it).

Confronto con Europa

L’Italia si posiziona tra i Paesi europei con la più alta percentuale di rinnovabili sul fabbisogno elettrico. Nel 2024 la quota di rinnovabili sulla produzione elettrica totale ha raggiunto il 48,8% (fonte: Rinnovabili.it). I carburanti fossili hanno coperto il 42,5% della domanda, mentre le importazioni hanno rappresentato il 16,3%. L’aumento della produzione rinnovabile ha favorito una riduzione del 6,2% nell’uso di gas, carbone e petrolio (fonte: Gruppo Iren).

La richiesta di elettricità in Italia è cresciuta del 2,2% rispetto al 2023, portando il fabbisogno annuale a 312,3 TWh (fonte: QualEnergia).

L’implicazione è chiara: l’Italia sta accelerando, ma per raggiungere il 65% entro il 2030 servono ritmi di installazione più che doppi rispetto a quelli attuali.

In sintesi: Il 2024 segna un punto di svolta per le rinnovabili italiane, ma il traguardo del 65% entro il 2030 richiederà un’accelerazione sostenuta. Per gli investitori e i gestori di impianti, la finestra di opportunità è adesso — chi ritarda rischia di trovare reti sature e procedure autorizzative ancora più complicate.

Quali sono le energie rinnovabili più utilizzate in Italia?

L’idroelettrico si conferma la prima fonte rinnovabile italiana. Nel 2024 ha rappresentato il 40,5% della produzione da rinnovabili, generando circa 52 TWh (fonte: Keynesia). La crescita rispetto al 2023 è stata del 30,4%, trainata da condizioni meteorologiche favorevoli.

Idroelettrico

L’idroelettrico ha coperto il 16,7% della domanda di energia elettrica italiana nel 2024 (fonte: QualEnergia). Dal 2004 al 2024 la potenza è passata da 17.055 MW a 18.992 MW (fonte: Geagency, dati Legambiente).

Fotovoltaico

Il fotovoltaico è la seconda fonte per importanza, con il 28,0% della produzione rinnovabile e oltre 36 TWh generati nel 2024 — un record storico per il comparto (fonte: Keynesia). La crescita rispetto al 2023 è stata del 19,3%. Dal 2004 a oggi il solare fotovoltaico ha registrato una crescita di 37.085 MW distribuiti in 1,8 milioni di impianti (fonte: Geagency).

Eolico

L’eolico ha rappresentato il 17,2% della produzione rinnovabile nel 2024, generando 22,1 TWh (fonte: Keynesia). Tuttavia, rispetto al 2023 l’eolico è diminuito del 5,6%. L’incremento dal 2004 al 2024 è stato di 11.890 MW, con impianti passati da 120 a 6.130 (fonte: Geagency).

Il pattern che emerge è chiaro: mentre l’idroelettrico resta la colonna portante, il fotovoltaico sta rapidamente colmando il divario. Chi investe nel solare oggi si assicura tempi di realizzo più rapidi e costi unitari in calo, mentre l’eolico deve ancora superare iter autorizzativi più complessi.

Perché conta

Il fotovoltaico sta colmando il divario con l’idroelettrico a ritmi sostenuti. Per chi valuta investimenti nel settore, il solare offre tempi di realizzo più rapidi e costi unitari in calo — mentre l’eolico presenta ancora iter autorizzativi più complessi.

Quali energie rinnovabili ci sono in Italia?

In Italia operano almeno sette tipologie di fonti rinnovabili per la produzione elettrica. Accanto all’idroelettrico, al fotovoltaico e all’eolico — le tre fonti principali — contribuiscono al mix anche le biomasse, la geotermia, il solare a concentrazione e, in fase sperimentale, l’idrogeno verde.

Tipologie principali

Le biomasse hanno rappresentato il 10,2% della produzione rinnovabile nel 2024, con 13,2 TWh generati. La geotermia ha contribuito con il 4,1%, producendo 5,3 TWh (fonte: Keynesia). Nel 2024 l’energia geotermica è diminuita dello 0,8% rispetto al 2023.

Vantaggi

Le rinnovabili hanno ridotto l’uso di combustibili fossili del 6,2% nel 2024 (fonte: Gruppo Iren). La Lombardia si conferma la regione con il maggior numero di impianti fotovoltaici installati, superando quota 264.823, seguita dal Veneto con 228.013 e dall’Emilia Romagna con oltre 163.000 (fonte: Innova Power).

Il dato regionale rivela un divario infrastrutturale: il Nord Italia concentra la maggior parte degli impianti storici, mentre le regioni del Centro-Sud stanno rapidamente recuperando terreno con nuove installazioni.

Nota della redazione

Il Lazio ha registrato nel 2024 l’incremento maggiore di impianti solari, con oltre 1.256 MW aggiunti (fonte: Rinnovabili.it).

Chi produce energia rinnovabile in Italia?

Il mercato italiano delle rinnovabili vede la presenza di grandi operatori nazionali e internazionali. Enel Group è il principale produttore, con una capacità installata che lo colloca tra i leader europei del settore.

Principali aziende

Enel Group guida il settore con una vasta rete di impianti fotovoltaici, eolici e idroelettrici su tutto il territorio nazionale. ENGIE è un altro attore chiave, presente con impianti di diversa taglia. Tra i produttori figurano anche aziende municipalizzate come Gruppo Iren e multiutility regionali che gestiscono infrastrutture storiche, in particolare nel segmento idroelettrico.

Enel Group

Enel ha posizionato l’Italia come uno dei mercati strategici per la crescita delle rinnovabili. L’azienda ha accelerato gli investimenti nel fotovoltaico e nell’eolico, puntando a espandere la capacità installata nel Paese nei prossimi anni.

La conseguenza per i piccoli produttori è che la rete elettrica dovrà gestire volumi crescenti di energia distribuita, con possibili riflessi sulle dinamiche di mercato e sugli incentivi regionali.

Cosa guardare

I grandi operatori stanno concentrando le nuove installazioni nelle regioni del Centro-Sud, dove i terreni disponibili e le condizioni di irraggiamento offrono rendimenti più elevati. Per i piccoli produttori e i proprietari di impianti residenziali, questo trend potrebbe influenzare le dinamiche di rete e gli incentivi nei prossimi anni.

Prospettive per energia rinnovabile Italia 2026?

Il 2025 si preannuncia un anno record per le nuove installazioni. Stando ai dati raccolti, nel 2025 dovrebbero entrare in esercizio oltre 7 GW di nuova capacità rinnovabile, di cui 6,4 GW da fotovoltaico (fonte: Rinnovabili.it).

Nuova capacità 2025

L’incremento previsto per il 2025 supera quanto aggiunto in tutto il 2024. Il fotovoltaico continua a trainare la crescita, con centinaia di migliaia di nuovi impianti residenziali, commerciali e industriali. Nel 2024 sono stati installati 276.000 impianti fotovoltaici (fonte: Geagency), e il ritmo non accenna a rallentare.

Decennio perduto

Tra il 2014 e il 2024 l’Italia non ha sfruttato appieno il proprio potenziale rinnovabile. Secondo alcune stime, il Paese avrebbe potuto aggiungere 15-16 TWh annui di produzione in più se il ritmo di installazioni fosse stato costante. Questo divario accumulato rende più sfidante il raggiungimento del target europeo del 65% entro il 2030.

La Lombardia e il Nord Italia dovranno integrare una capacità crescente senza congestire la rete esistente — un problema che richiede investimenti in infrastrutture nei prossimi 24-36 mesi.

In sintesi: Il 2025 segna l’inizio di un nuovo ciclo espansivo per le rinnovabili italiane dopo un decennio di crescita insufficiente. Per la Lombardia e il Nord Italia, la sfida è integrare una capacità crescente senza congestire la rete esistente — un problema che richiede investimenti in infrastrutture nei prossimi 24-36 mesi.

Voci dal settore

L’Italia è all’avanguardia nelle rinnovabili — il 2024 ha dimostrato che il sistema elettrico nazionale può assorbire una quota crescente di produzione pulita senza compromettere l’affidabilità della rete.

Enel Group

Nel 2025 entrano in esercizio oltre 7 GW di nuova capacità rinnovabile, un livello mai visto prima. È l’anno della svolta definitiva per il fotovoltaico italiano.

Rinnovabili.it

L’evidenza raccolta conferma che il sistema elettrico italiano sta attraversando una fase di trasformazione strutturale, con il fotovoltaico trainante e l’idroelettrico ancora centrale.

Letture correlate: Fotovoltaico Italia 2026: Costi, Incentivi, Normative · Bollette Italia – Costi, Lettura e Risparmio nel 2024

Fonti aggiuntive

download.terna.it

Domande frequenti

Qual è la fonte rinnovabile più usata in Italia?

L’idroelettrico è la fonte rinnovabile più utilizzata in Italia, con il 40,5% della produzione rinnovabile totale e 52 TWh generati nel 2024.

Quali sono i vantaggi delle rinnovabili?

Le rinnovabili riducono la dipendenza dai fossili — nel 2024 l’aumento della produzione pulita ha consentito una riduzione del 6,2% nell’uso di gas, carbone e petrolio.

Come sta evolvendo l’eolico in Italia?

L’eolico ha registrato un calo del 5,6% nel 2024 rispetto al 2023, nonostante 13 GW di capacità installata. Il settore fatica a tenere il passo con il fotovoltaico a causa di iter autorizzativi più complessi.

Qual è la percentuale di rinnovabili in Spagna?

La Spagna si posiziona tra i leader europei con una quota di rinnovabili sul fabbisogno elettrico superiore al 50% — un riferimento per l’Italia nella pianificazione verso il target 2030.

Quali sono le energie non rinnovabili principali in Italia?

I fossili — gas naturale in primis — hanno coperto il 42,5% della domanda elettrica italiana nel 2024. Le importazioni nette hanno rappresentato il 16,3%.

Qual è il ruolo del biometano come carburante futuro?

Il biometano è una delle leve emergenti nella strategia di decarbonizzazione, ma nel 2024 la sua quota sulla produzione elettrica resta marginale rispetto alle rinnovabili elettriche tradizionali.

Come confrontare rinnovabili Italia ed Europa?

L’Italia si colloca nella fascia alta europea con il 41,2% di copertura, ma deve accelerare per centrare il target UE del 65% entro il 2030 — un obiettivo che richiederà più del doppio dell’attuale tasso di installazioni.



Stefano Marco Moretti Esposito

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Stefano Marco Moretti Esposito

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