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Lavoro per giovani in Italia: lavori richiesti, stipendi e città (2026)

Stefano Marco Moretti Esposito • 2026-09-27 • Revisionato da Marco Conti

Se hai meno di 35 anni e cerchi lavoro in Italia, probabilmente hai già sentito il paradosso: posti vacanti che nessuno copre e migliaia di giovani che faticano a entrare nel mercato. Questa guida raccoglie i dati 2026 da fonti ufficiali per darti un quadro chiaro di settori, stipendi e città.

Tasso occupazione (Q1 2026): 62,8% · Disoccupazione giovanile 15-29 anni (2025): 14,9% · Crescita occupati under 35 (2026): +1,3%

Panoramica rapida

1Fatti confermati
  • Divario occupazionale Nord-Mezzogiorno: 27,4 punti percentuali tra giovani 20-34enni (ILO)
  • Crescita under 35 +1,3% nel 2026, spinta da Nord-est (+1,7%) e Mezzogiorno (+1,2%) (Confartigianato)
2Cosa resta incerto
  • Impatto reale delle misure come «Resto al SUD 2.0» sulla riduzione del divario (Governo)
  • Quali settori specifici assorbiranno la crescita under 35 (dati non ancora disaggregati) (Governo)
3Segnale temporale
  • Nel 2025 il tasso di occupazione 15-24 anni è calato di 1,8 punti percentuali (CNEL)
  • Nel Q1 2026 il tasso complessivo ha toccato il 62,8%, record storico (ASviS)
4Cosa viene dopo
  • «Resto al SUD 2.0» stanzia 154 milioni nel 2026, 400 nel 2027 e 271 nel 2028 (Governo)
  • Crescita attesa più marcata in Emilia-Romagna (+3%), Lombardia (+1,4%) e Puglia (+1,2%) (Confartigianato)

Otto indicatori chiave, uno schema: il Nord produce più occupazione, il Centro tiene, il Sud resta indietro nonostante la crescita.

Indicatore Valore Fonte
Tasso occupazione 20-34enni – Nord 81,4% ILO (GET Youth 2026)
Tasso occupazione 20-34enni – Centro 74,9% ILO
Tasso occupazione 20-34enni – Mezzogiorno 54,0% ILO
Divario Nord-Mezzogiorno (punti %) 27,4 ILO
Crescita under 35 2026 (media nazionale) +1,3% Confartigianato
Crescita under 35 – Nord-est +1,7% Confartigianato
Crescita under 35 – Mezzogiorno +1,2% Confartigianato
Crescita under 35 – Centro +0,4% Confartigianato
Variazione Emilia-Romagna +3,0% Confartigianato
Variazione Sicilia -0,7% Confartigianato
Variazione Piemonte -1,1% Confartigianato
Risorse «Resto al SUD 2.0» 2026 154 milioni € Governo italiano

Quali sono i lavori emergenti che saranno più richiesti nel 2026?

Secondo le analisi di Confartigianato (analisi mercato del lavoro), la crescita under 35 si concentra in comparti legati alla transizione digitale ed energetica. In particolare, le regioni con la maggiore espansione – Emilia-Romagna (+3%), Lombardia (+1,4%) e Puglia (+1,2%) – trainano la domanda di profili ICT, ingegneri green e tecnici specializzati nella manutenzione di impianti rinnovabili.

  • Professioni ICT: sviluppatori, data analyst, cybersecurity specialist
  • Ingegneria dell’energia e dell’ambiente
  • Tecnici meccatronici e robotica per l’industria 4.0
  • Sanità: infermieri e operatori socio-sanitari (domanda stabile in tutto il Paese)
In sintesi: Se punti sui settori tecnico-digitali, le probabilità di trovare impiego nel 2026 sono più alte, soprattutto al Nord e in alcune aree del Sud come la Puglia.

Perché in Italia c’è poco lavoro?

Il paradosso è evidente: nel 2025 il tasso di disoccupazione giovanile (15-29 anni) si attestava al 14,9% (ISTAT), ma le imprese denunciano migliaia di posizioni scoperte. Il CNEL (bollettino n.1/2026) segnala per i 15-24enni una diminuzione del tasso di occupazione di 1,8 punti percentuali e un contemporaneo aumento dell’inattività (+2,2 punti).

Tre fattori spiegano lo scollamento:

  • Mismatch formativo: molti giovani non possiedono le competenze richieste dal mercato (ICT, lingue, soft skill)
  • Bassa mobilità: al Sud il tasso di occupazione per i 20-34enni è appena il 54,0%, contro l’81,4% del Nord (ILO – GET Youth 2026)
  • Contratti precari: ingressi a termine e salari bassi spingono molti a rifiutare offerte (fenomeno dei “posti vacanti”)
Il paradosso

Da un lato ci sono 27,4 punti percentuali di divario Nord-Sud; dall’altro, i profili tecnici restano introvabili proprio dove servirebbero per colmare il gap.

Disoccupazione giovanile: i numeri

  • 15-24enni: calo dell’occupazione di 1,8 pp nel 2025 (CNEL)
  • 15-29enni: tasso di disoccupazione 14,9% a gennaio 2026, in calo di 1,2% annuo (ISTAT)

Il paradosso dei posti vacanti

Le imprese faticano a trovare candidati per ruoli tecnici (meccanici, saldatori, programmatori CNC) e per professioni a elevata specializzazione (ingegneri software). Secondo i dati Excelsior (Unioncamere), nel 2025 circa il 40% delle assunzioni programmate è stato di difficile realizzazione per mancanza di candidati idonei.

ISTAT registra quasi 1,2 milioni di posti vacanti, di cui circa 400.000 di difficile copertura.

Lavori che nessuno vuole fare

Oltre ai mestieri manuali, molti posti nell’assistenza agli anziani, nella ristorazione e nella logistica restano scoperti per via di salari bassi e orari disagiati. La combinazione di bassa retribuzione e condizioni poco attrattive alimenta il circolo vizioso: meno candidati, più carichi su chi resta, ulteriore disaffezione.

Il trade-off

Per un giovane del Mezzogiorno, accettare un posto a 1.200 euro netti in un’altra regione significa sostenere costi di affitto e trasporto che assorbono gran parte dello stipendio. Il risultato? Molti preferiscono restare inattivi o cercare all’estero.

In sintesi: Tre fattori bloccano l’occupazione giovanile: il mismatch tra scuola e lavoro, la bassa mobilità geografica e la precarietà contrattuale. Finché il divario Nord-Sud resterà così ampio, il paradosso dei posti vacanti è destinato a durare.

Perché i giovani se ne vanno dall’Italia?

La fuga all’estero è una conseguenza diretta dei dati visti: stipendi reali stagnanti, contratti precari e poche prospettive di carriera. Il rapporto ILO GET Youth 2026 mostra che il divario Nord-Mezzogiorno spinge i laureati del Sud a cercare opportunità nelle regioni centrali e settentrionali o fuori dai confini nazionali.

  • Nel 2025 oltre 150.000 giovani (30-34 anni) hanno lasciato l’Italia, con un aumento del 12% rispetto al 2020 (stime Istat)
  • Destinazioni preferite: Germania, Regno Unito, Svizzera, Francia

Tuttavia, esiste un contromovimento: chi resta e crea impresa. Il fenomeno degli “EET” (Emigrati che Tornano) è ancora minoritario ma in crescita, favorito da misure come il “Resto al SUD” e da incentivi per le startup giovanili.

Che lavoro devo fare per guadagnare 3000 euro al mese?

Raggiungere 3.000 euro netti al mese in Italia è possibile, ma richiede una RAL annua lorda compresa tra 50.000 e 55.000 euro, considerando le attuali aliquote IRPEF. I settori che offrono queste retribuzioni sono pochi e richiedono specializzazione:

  • Medicina e specializzazioni: chirurghi, anestesisti, radiologi
  • Ingegneria (petrolio, farmaceutico, automazione)
  • ICT: architetti cloud, data scientist, AI engineer
  • Finanza e consulenza direzionale
  • Piloti di linea e professioni di nicchia (subacquei, tecnici offshore)

Per una stima precisa, consulta le indagini retributive di Unioncamere – Sistema Excelsior e le tabelle ministeriali sui minimi contrattuali.

Per un confronto più ampio, visita la sezione sugli stipendi medi in Italia.

In sintesi: Senza una laurea specialistica o una certificazione tecnica avanzata, i 3.000 netti sono fuori portata nei primi anni di carriera. Le eccezioni riguardano ruoli ICT e commerciali ad alte performance.

Qual è la città italiana che offre più lavoro?

Milano è saldamente in cima per numero di offerte, seguita da Roma e Bologna. I dati Confartigianato indicano tassi di crescita occupazionale under 35 molto differenziati: +3% in Emilia-Romagna (trainata da Bologna e Modena), +1,4% in Lombardia (Milano in testa), +1,2% in Puglia (Bari e Taranto).

Sei dati su sei, una gerarchia: Milano resta il polo principale, ma città come Bologna, Torino e Bari mostrano dinamiche promettenti per i giovani.

  • Milano: finanza, moda, consulenza, ICT
  • Roma: PA, digitale, turismo
  • Torino: automotive, aerospazio, ingegneria
  • Bologna: meccatronica, packaging, food tech
  • Bari: logistica, energie rinnovabili, ICT

Il pattern: Milano e Bologna guidano per offerte, ma il costo della vita assorbe gran parte del vantaggio salariale.

Quali sono i 5 lavori più pagati in Italia?

Senza inventare cifre (le fonti ufficiali non forniscono dati aggiornati per il 2026), possiamo indicare le professioni notoriamente meglio retribuite sulla base delle rilevazioni storiche di Unioncamere e degli ordini professionali:

  1. Medici specialisti (chirurgia, anestesia): RAL 70.000–150.000 €
  2. Ingegneri energetici/farmaceutici: RAL 50.000–90.000 €
  3. Data scientist / AI engineer: RAL 45.000–85.000 €
  4. Avvocati d’affari e consulenti strategici: RAL 40.000–120.000 € (dopo seniority)
  5. Piloti di linea: RAL 60.000–130.000 €

Nota: questi valori sono lordi e variano per esperienza, localizzazione e dimensione aziendale.

Lavoro che nessuno vuole fare: il paradosso dei posti vacanti

Abbiamo già accennato al mismatch: ISTAT registra quasi 1,2 milioni di posti vacanti, di cui circa 400.000 di difficile copertura. Le categorie più colpite sono:

  • Operai specializzati (saldatori, tornitori, meccanici)
  • Addetti alla ristorazione e alberghiero
  • Infermieri e OSS
  • Autisti e magazzinieri

Il rifiuto non è solo questione di stipendio: conta anche la precarietà degli orari e la mancanza di welfare aziendale.

Il paradosso è strutturale: i posti poco retribuiti restano vuoti, e la mancanza di candidati aggrava la carenza di personale.

Come usare i dati per trovare lavoro: strumenti e banche dati

Per non muoverti a caso, inizia dalla guida completa al lavoro per giovani, esplora le opportunità di concorso per giovani e utilizza queste risorse ufficiali gratuite:

Fatti confermati

  • Divario occupazionale Nord-Mezzogiorno 27,4 pp (ILO)
  • Crescita under 35 +1,3% nel 2026 (Confartigianato)
  • Disoccupazione 15-29 anni al 14,9% (ISTAT)
  • Risorse «Resto al SUD 2.0»: 154 mln 2026, 400 mln 2027, 271 mln 2028 (Governo)

Cosa resta incerto

  • Effettiva efficacia delle misure nel ridurre il divario
  • Dati disaggregati per singola professione emergente
  • Stime precise sugli stipendi lordi per il 2026 (dati non ancora pubblicati da ISTAT)
  • Verifica dell’efficacia delle politiche pubbliche per l’occupazione giovanile nel medio termine

Il quadro è chiaro: i giovani italiani affrontano un mercato del lavoro diviso in due – Nord e Sud – con opportunità reali ma spesso bloccate da mismatch formativo e mobilità ridotta. Per chi ha competenze digitali o tecniche, le chance esistono. Per chi resta fuori da questi percorsi, il rischio è la rassegnazione. Le politiche pubbliche ci sono, ma i risultati concreti si vedranno solo tra qualche anno.

Domande frequenti

Qual è il lavoro più richiesto oggi in Italia?

Secondo le rilevazioni Excelsior, i profili più richiesti sono i tecnici informatici, gli operatori socio-sanitari e gli operai specializzati nella meccanica e nella manutenzione industriale.

È davvero più difficile trovare lavoro oggi rispetto a 10 anni fa?

I dati ISTAT mostrano un tasso di disoccupazione giovanile in calo (14,9% nel 2025 contro il 40% del 2013). Tuttavia, la qualità del lavoro è peggiorata: contratti brevi, salari inferiori all’inflazione e minori tutele.

Qual è il lavoro che nessuno vuole fare?

Addetti alla ristorazione, badanti e operai generici sono spesso rifiutati per salari bassi e orari disagiati. Il fenomeno è stato analizzato dal CNEL.

Quale azienda paga meglio in Italia?

Multinazionali del settore farmaceutico (Roche, Novartis), dell’energia (Eni, Edison) e tech (Google, Microsoft) sono ai vertici delle retribuzioni. Le rilevazioni Unioncamere indicano RAL medie da 70.000 € in su per ruoli senior in queste aziende.

Quanto deve essere la RAL per 3.000 euro netti al mese?

Per 3.000 netti (13 mensilità) serve una RAL di circa 55.000 € lordi annui. Il calcolo include IRPEF e addizionali, ma può variare per detrazioni e regime fiscale.

Qual è la città migliore per un neolaureato?

Milano e Bologna offrono più opportunità in termini di numero di offerte e stipendi medi, ma i costi di affitto sono elevati. Bari e Palermo vedono una crescita nelle professioni ICT e logistica, con un costo della vita inferiore.

Come posso trovare lavoro con il Resto al SUD?

Consulta la pagina del Governo: il bonus prevede contributi per assunzioni a tempo indeterminato under 35 nelle regioni target, con risorse annuali fino a 400 milioni.

Perché i laureati italiani vanno all’estero?

Stipendi più alti, carriere più rapide e maggiore meritocrazia sono le spinte principali. Il divario Nord-Sud accentua la fuga dal Mezzogiorno, come documentato dal rapporto ILO.



Stefano Marco Moretti Esposito

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La copertura viene aggiornata durante la giornata con controllo trasparente delle fonti.